Oggi vi proponiamo qualche idea per un week-end all'insegna del benessere e del buon cibo sull'Etna tra Zafferana Etnea, Milo e la vetta del nostro amato vulcano.
Il fine settimana di Ferragosto 2021 lo abbiamo trascorso soggiornando all'Airone Wellness Hotel di Zafferana Etnea. Costruito nel 1937 e recentemente ristrutturato, questo lussuoso hotel offre soggiorni e servizi di alto livello. Si affaccia sul versante meridionale dell'Etna, immerso in un contesto di verde naturale che ne fanno una oasi di pace per gli ospiti.
La nostra camera era molto grande, con letto King size, materasso con topper, cassaforte e consumo frigobar compreso, bagno con kit cortesia molto assortito, ottima colazione dolce e salata.
Avevamo anche una grande terrazza panoramica vista mare attrezzata con due lettini e tavolinetto e un tavolo con due sedie (e grazie al parossismo di qualche giorno prima anche con sabbia vulcanica).
Soggiornando abbiamo avuto libero accesso alla SPA con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio e docce emozionali, e alle due piscine esterne, una grande e una piccola con idromassaggio e cascata. I lettini si possono spostare sul prato sotto gli alberi secolari per godere dell'ombra. https://www.aironewellnesshotel.com
Essendo per natura girovaghi non potevamo non andare a perlustrare la zona in cerca di attrazioni da visitare e di buon cibo da gustare, vi porteremo quindi in giro alla scoperta delle specialità locali.
Zafferana Etnea è una delle 11 "città del miele", vanta una produzione di altissima qualità, produce circa il 15% del prodotto nazionale, ed è considerata una delle capitali del miele più buono. In giro troverete tante rivendite anche padronali di miele e prodotti delle api. Nel mese di ottobre si tiene la Sagra del Miele.
https://www.cittadelmiele.it/zafferana-etnea/.
Di api in giro ne troverete tante, ma non vanno disturbate perché sono operaie e stanno lavorando per il vostro palato. Noi le abbiamo trovate anche al bar, dentro un bicchiere sporco di granita di mandorla, forse stavano preparando il miele alla granita.
Una delle specialità culinarie è la Pizza Siciliana fritta, classica ripiena di tuma, acciughe e olive, oppure con i funghi porcini e mozzarella. Se andate in piazza la sera troverete una marea di tavolate con gente che mangia la pizza siciliana servita dai vari locali, ognuno secondo la propria ricetta. In diverse occasioni ne abbiamo provate ben tre diverse in entrambi i gusti e per noi la più buona è quella di "Donna Peppina". Si narra che nel 1924 la signora Giuseppa Finocchiaro aprì il primo bar del paese, preparando oltre alla pasticceria, una pizza chiusa a calzone e fritta, nacque così la pizza siciliana che poi tutti hanno copiato. Il locale fu venduto dal nipote nel 1988 e oggi ha una nuova gestione.
http://www.donnapeppina.com/index.html
Dopo la siciliana consigliamo di assaggiare il "Biscotto dello Sciatore", un biscotto soffice e ricoperto di cioccolato, inventato anche questo da "Donna Peppina", e così chiamato perché era il preferito dagli sciatori del Club Alpino di ritorno dalle piste sulla neve.
Un altro dolce tipico lo abbiamo scoperto in una piccola bottega artigiana, La Dolceria Salemi. Le "Foglie da te" sono un biscotto fatto con albume lavorato col burro, zucchero e mandorla affettata, creato per accompagnarlo al te, al gelato o ai liquori.

Anche questo biscotto ha una sua storia. Nato dalla passione del maestro pasticcere Alfio Salemi che, dopo aver lavorato per venticinque anni nella storica Pasticceria Svizzera Caviezel di Catania, nel 1947 decise di aprire la sua pasticceria. Le Foglie da te ebbero un gran successo tra i tanti villeggianti che venivano a Zafferana ma fu prodotto fino alla morte del maestro pasticcere. Si narra che, dopo circa venti anni dalla morte, un bel giorno un signore di Ragusa chiamò la pasticceria, nel frattempo portata avanti dalla figlia, per prenotare questo dolce che la figlia però sconosceva. Si mise così a cercare tra le carte del padre e trovò la ricetta segreta ricominciandone la produzione. Sarà vero? Intanto noi le abbiamo mangiate nelle tre versioni, mandorla, nocciola e pistacchio di Bronte.
Infine una curiosa specialità l'abbiamo assaggiata all'Antica dolceria dell'Etna, l'arancino di spaghetti alla Norma.
Chiudiamo momentaneamente questa parte dedicata al cibo per presentare alcune delle escursioni che è possibile fare nei dintorni. Ovviamente si può raggiungere in circa 20 minuti in auto la zona dei Crateri Silvestri e del Rifugio Sapienza, a quota 1900 metri, dove dicono si mangi una buona pizza che ci siamo ripromessi di venire a mangiare, e da dove potrete organizzare le escursioni ai crateri sommitali con la Funivia dell'Etna.
Altra escursione consigliata nella vicina Milo è il Parco Avventura Etna, il più grande parco avventura del sud Italia, con 17 percorsi e 150 atelier (giochi da albero ad albero). Ideale per trascorrere qualche ora all'insegna dell'avventura per grandi e bambini o per organizzare un picnic nelle aree attrezzate con tavolate e barbecue.
Passando da Milo siamo andati a fare una visita a Villa Grazia, la casa del Maestro Franco Battiato, dove visse e dove riposano le sue ceneri, con la speranza che presto venga aperta al pubblico come casa-museo.
Sempre a Milo, prima di rientrare, abbiamo fatto una esperienza gastronomica all'Osteria I 4 Archi. Accogliente e caratteristica osteria siciliana e Presidio Slow Food.
Come in ogni osteria che si rispetti si inizia con l'uovo sodo, per coprire lo stomaco e cercare di rimandare il più possibile la sbronza. Uovo rigorosamente di Lavinia da Fornazzo.
Abbiamo iniziato con l'Arancino al "Trunzo di Aci" e cacio ragusano.
Abbiamo provato quindi due diversi primi piatti che di solito ci scambiamo a metà, le Tagliatelle di pasta fresca con ragù bianco di coniglio e pistacchio di Bronte e la Pasta chi "masculini da magghia" con alici, pomodoro, uva passa, pinoli e finocchietto.
I secondi di carne non ci andavano ma era rimasto un piccolo vuoto nello stomaco che abbiamo colmato dividendo una Millefoglie di melanzana con pomodoro e mozzarella, accompagnata dal pane di farina di Tumminia cotto nel forno a legna di produzione propria.
Per chiudere due dolci, il Peramisù al Marsala con pere coscia caramellate e il Budino di latte di asina razza ragusana con composta di gelsi di produzione propria. Abbiamo accompagnato le pietanze con due calici di Nerello Mascalese.
Alla cassa abbiamo chiesto al signor Saro Grasso, che dal 1995 gestisce questa osteria, quando potremo tornare per mangiare i funghi porcini freschi "lardari" dell'Etna e ci ha risposto che "dobbiamo aspettare la pioggia, il giorno che pioverà segnatelo sul calendario, dopo 20 tornate!"
http://www.4archi.it Così, avendo trascorso un bel fine settimana e il Ferragosto, e in attesa della pioggia, siamo tornati a casa, passando dalle fresche temperature di montagna al forno catanese, però mi raccomando appena pioverà non prendete impegni perché dopo 20 giorni potrete venire con noi a mangiare i funghi porcini dell'Etna!
Vincenzo e Maria Luisa
Agosto 2021
Nessun commento:
Posta un commento