Oggi vi porterò in giro per uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, Urbino.
Città d'immensa ricchezza storica e artistica, il suo centro storico è patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Arrivando in auto consiglio di parcheggiare al Parcheggio di Piazza del Mercatale, a pagamento, ma molto comodo perché il centro storico si trova a pochi passi, da qui si può inoltre salire con l'ascensore della rampa elicoidale che vi porterà sotto la balconata del Palazzo Ducale.
Ho iniziato il mio giretto da Porta Valbona, la più importante della città, eretta in occasione delle nozze tra Federico Ubaldo della Rovere e Claudia dè Medici.
Percorrendo tutta la salita di via Mazzini sono arrivato in Piazza della Repubblica, cuore della città, da qui verso la Galleria Nazionale delle Marche, dentro il Palazzo Ducale, principale tappa della giornata.
Palazzo Ducale voluto da Federico da Montefeltro a gloria della sua casata ed espressione della sua personalità di uomo del Rinascimento che coniugava la cultura con il mestiere delle armi e l'abilità politica. Giunto al governo dei Montefeltro nel 1444, a lui si deve l'impronta data alla città, grazie alla raffinata scelta di decoratori provenienti da Firenze e dalla Lombardia e di artisti e architetti come Piero della Francesca e Leon Battista Alberti.
La Galleria Nazionale delle Marche, istituita con regio decreto del 7 marzo 1912, ospita un vasto patrimonio di opere d'arte comprendente dipinti e sculture dal XIV al XVIII secolo, ceramiche, monete, disegni, arredi, arazzi. Preziosi intarsi abbelliscono le porte e alcune sale.
La Madonna di Senigallia e la Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca
La Città Ideale di autore sconosciuto.
Ritratto di Gentildonna detto La Muta e Santa Caterina d'Alessandria di Raffaello
Uscito dalla Galleria inebriato da tanta bellezza, ho visitato anche la mostra curata da Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Soletti "Baldassare Castiglione e Raffaello - Volti e Momenti della vita di corte"
Scendendo verso il centro sono passato davanti alla maestosa Cattedrale di Maria Assunta in stile neoclassico su progetto dell'architetto Giuseppe Valadier.
Quindi dalla piazzetta del Palazzo Unicredit
Ho quindi attraversato tutta la città risalendo dalla parte opposta fino al monumento a Raffaello.
Da qui per riposarmi un poco mi sono spostato nel parco panoramico della Fortezza Albornoz, una Rocca costruita a scopo difensivo nel punto più alto della città dal Cardinale Albornoz nella seconda metà del XIV secolo, oggi sede dell'Accademia delle Belle Arti.
Dal Parco della Resistenza si gode un bel panorama sulla città e proprio da qui è stata fatta la foto di copertina di questo articolo.
Per pranzo ho fatto uno spuntino al chiosco del parco con la Crescia Sfogliata farcita con lonza e caciotta. La Crescia detta "piadina dei ricchi", nata proprio nel Rinascimento, è diversa dalla piadina perché nell'impasto alla farina e allo strutto si aggiungono le uova e il pepe (spezia pregiata all'epoca).
Ripreso il giro sono arrivato alla Casa di Raffaello, il luogo dove nacque il venerdì santo 28 marzo 1843,
e dove visse i primi anni della sua formazione artistica alla scuola del padre Giovanni Santi, anch'egli pittore affermato.
Dal 1873 è sede dell'Accademia Raffaello, grazie alla sottoscrizione pubblica ed al generoso contributo del nobile londinese John Morris Moore, e negli anni si è arricchita di opere, dipinti, sculture.
Qui si trova il primo affresco realizzato da Raffaello nella sua stanzetta.
Nel primo pomeriggio ho proseguito la visita ai due oratori.
L'oratorio di San Giovanni Battista è uno dei luoghi più interessanti della città, originariamente nel 1365 era un ospedale, ma nel 1416 i fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino vi realizzarono un ciclo di affreschi.
La Crocifissione occupa la parete di fondo.
Sulla parete di destra tutti i riquadri inerenti la vita di San Giovanni.
Nella parete di sinistra diverse Madonne col Bambino.
L'oratorio di San Giuseppe è sede dell'omonima Confraternita sin dagli inizi del XVI secolo.
La chiesa rettangolare con le pareti affrescate dal pittore urbinate Carlo Roncalli ha sopra l'altare una grande edicola marmorea, donata da Papa Clemente IX nel 1732, con due colonne in porfido rosso provenienti dal Pantheon, al centro è collocata una statua in marmo bianco di San Giuseppe proveniente dalla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Mentre visitavo l'oratorio, grazie ad un breve acquazzone settembrino mi sono rifugiato sui banchi di legno della chiesa e ho potuto godere l'ascolto della musica dell'organo a canne.
All'intero dell'oratorio è conservata una opera plastica dello scultore Franco Brandani raffigurante la natività, realizzata tra il 1545 e il 1550 in tufo e pietra pomice, anche la cappella dove è riposta è rivestita di tufo per ricreare l'ambiente di una grotta.
Una chicca dell'oratorio è la copia dello sposalizio della Vergine di Raffaello.
E' trascorsa così la mia giornata urbinate, faccio una pausa in piazza della Repubblica prendendo un caffè seduto in uno dei bar sotto i portici e mi avvio sulla via del ritorno, questa volta con l'ascensore.
Vincenzo
Settembre 2020
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