lunedì 9 agosto 2021

Napoli e Ischia "sciuè sciuè"

Oggi vi porto a fare un viaggetto "sciuè sciuè" tra Napoli e Ischia.

Vi racconto di come ho trasformato l'occasione dell'acquisto della macchina nuova in un viaggio alla scoperta di una città e di una isoletta dove non ero mai stato e dove ritornerò con calma a esplorare.

Volo Catania-Napoli delle 8:30 Volotea molto comodo perché prima delle 10:00 sei già a terra a Napoli, se poi trovate i voli a 9 euro che la compagnia spesso mette in promozione vi costa meno di una pizza.

Aeroporto di Napoli ben collegato con Alibus che passa dalla stazione centrale, dove è possibile prendere la metropolitana Linea 1 e 2, e prosegue fino agli imbarchi per le isole.

Alibus http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1314

Metro http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=30&Itemid=42

A dire il vero,  il giorno che sono arrivato in stazione, la metro era chiusa per inaugurazione della stazione Dante, ma con la gentilezza del personale delle ferrovie e della metro che mi hanno suggerito come bypassare le tre stazioni chiuse, sono riuscito ad arrivare prestissimo al Vomero, dove avevo una commissione da sbrigare.

Dal Vomero sono sceso in centro con la funicolare centrale, un trenino inclinato che porta alla centralissima via Toledo. http://www.abcnapoli.com/trasporti/funicolare_napoli/

Appena uscito dalla stazione non potevo non fermarmi a mangiare la mitica pizza napoletana a portafoglio fatta al momento da La Passione di Sofì in via Toledo.

Ho preferito mangiare nei tavoli sulla strada ma il punto vendita di questa azienda, che ha quattro locali tra Napoli, Salerno e Roma, ha una sala al piano superiore, come recita il cartello multilingue all'ingresso: "saglie ngoppe".


Passione di Sofì è l'angolo di mondo dove prende vita la tradizione napoletana in tutta la sua fervente     unicità. Sofì, la popolana che rubò il cuore a Ferdinando I di Borbone, il Re "Lazzarone", 
grazie alle sue irresistibili abilità culinarie.


Oltre alla pizza fanno il "cuoppo di Napoli" composto da soffici crocchè di patate, croccanti fiori di zucca in pastella, mozzarelle fritte e zeppole di pasta cresciuta, arancini profumati, tutti rigorosamente fritti in olio di extravergine di oliva. La loro mission è esportare lo street food napoletano in tutto il mondo. http://www.passionedisofi.us/image-gallery/


Pochi passi e mi sono trovato all'interno della Galleria Umberto I una delle gallerie più famose e importanti d'Italia insieme alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.


 Coperta da una struttura di ferro e vetro, la galleria è decorata con imponenti statue e bellissimi affreschi, che rappresentano i continenti, le stagioni dell'anno e varie divinità classiche. 


Al piano terra si trovano negozi, caffetterie e ristoranti, mentre nella parte superiore ci sono uffici e spazi commerciali. https://www.scoprinapoli.com/galleria-umberto-i.


Uscito dalla Galleria mi sono trovato di fronte il Teatro San Carlo e continuando sulla destra lo storico Gran Caffè Gambrinus il più rinomato caffè letterario di Napoli, ritrovo di intellettuali, politici e uomini d'affari che hanno lasciato nelle sue sale frammenti della loro grandezza e da sempre il Caffè dei Presidenti della Repubblica in visita nella città. https://grancaffegambrinus.com




Qui ho fatto una pausa caffè, accompagnato da una favolosa sfogliatella Matilda. La Matilda è una delle ultime creazioni della pasticceria del Gran Caffè Gambrinus, che racchiude in un semplice dolce, le tre eccellenze culinarie campane: sfogliatella, babà e crostatina di fragole. Si presenta come un cono di pasta sfoglia tipico della classica sfogliatella riccia napoletana, con all'interno un ripieno di babà, guarnito con crema chantilly e fragoline di bosco. E' un tributo ad una grande scrittrice e giornalista italiana che ha fondato il quotidiano partenopeo Il Mattino, Matilde Serao. https://grancaffegambrinus.com/la-matilda-una-sfogliatella-dal-cuore-goloso/

Il tutto gustato nel tavolino accanto a quello riservato per il Commissario Ricciardi, dove sono state girate le scene della fiction tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, "quello con affaccio sull'immensità di Piazza del Plebiscito", riconoscibile dall'impermeabile del commissario appeso.

Dopo queste due pause di dolce e salato, un breve giretto sotto il sole in Piazza del Plebiscito, simbolo della città, il cui nome si deve al plebiscito che, nell'ottobre del 1860, aveva stabilito l'annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Sulla piazza anche il maestoso Palazzo Reale.

A proposito di questa piazza voglio raccontarvi una storiella curiosa. Sapete che è impossibile attraversare bendati la piazza partendo dalla porta di Palazzo Reale per arrivare fino al centro delle due statue equestri che sorgono davanti alla chiesa di San Francesco di Paola? Mantenere una traiettoria diritta per 170 metri è impossibile data la pendenza della piazza. La tradizione vuole che la Regina Margherita concedesse una volta al mese a uno dei suoi prigionieri di avere salva la vita a patto di superare proprio questa prova, non ci riuscì mai nessuno, dicono per una maledizione della sovrana.

Finito questo giretto veloce a Napoli passando dal Maschio Angioino ho raggiunto la stazione marittima dove sono gli imbarchi per le isole. https://www.traghetti-ischia.info

Per raggiungere Ischia consiglio un posto sul ponte posteriore dell'aliscafo dove, col vento che sbatte in faccia, potrete ammirare il Golfo di Napoli con il Vesuvio alle vostre spalle, Posillipo, il Monte di Procida con il Faro Capo Miseno, l'isola di Procida, e finalmente il porto di Ischia vi darà il benvenuto.

Il porto anticamente era un lago, chiamato lago del Borgo, del Bagno o Pantaniello. Secondo Plinio nacque probabilmente nel IV-III sec. a.c. da un antico cratere, sprofondato a causa di un terremoto e riempito di acqua. Era profondo poco più di due metri, misurava 100.000 mq e conteneva un isolotto abitato, il Tondo. Nel 1854, per volontà di Ferdinando II, il lago fu aperto e costruito il porto, più che altro per permettere al piroscafo reale Delfino di raggiungere facilmente il Casino Buonocore, la casa vacanza e clinica di lusso per personaggi illustri dove veniva a curarsi con le acque termali. Informazioni che ho approfondito sul sito https://www.ischia.it/il-porto-di-ischia

Il mezzo di trasporto più caratteristico per raggiungere l'albergo è senza dubbio l'ape taxi.

Gli alberghi in collina hanno generalmente la piscina panoramica, io ho alloggiato all'Hotel don Pedro, raggiungibile con i mezzi da una piccola stradina, a piedi tramite una scalinata di 140 gradini o con la navetta che vi accompagna al porto la mattina e la sera. http://www.hoteldonpedroischia.it

La storia del porto-lago l'ho scoperta visitando le Cantine Perrazzo. 

Proprio dentro il porto sulla banchina, incuriosito dal fatto che il livello del mare sia pochi centimetri sotto la banchina, ho chiesto alla titolare se non ci fosse pericolo di inondazioni. Mi ha spiegato che proprio la caratteristica di essere un ex lago circolare aperto per poche decine di metri lo rende il porto più sicuro del mondo perché non subisce l'effetto delle onde da qualsiasi parte provengano. 


Ho chiesto inoltre di poter visitare le grotte-museo e durante il percorso mi ha raccontato la storia dell'azienda. Nata nel 1880 la Alfonso Perazzo & C., la più antica casa vinicola dell'isola, già nei primi anni del 900 ottiene i primi successi rilevanti con il commercio all'ingrosso di vini sfusi destinati ai mercati nazionale ed europeo, Francia compresa.





Nelle grotte tufacee del porto dove venivano affinati i vini oggi sono stipati strumenti della pigiatura, imbottigliatrici, botti e bottiglie che hanno fatto la storia di questa cantina. Anche una foto di Coco Chanel in visita alle cantine col cav. Perrazzo. 


Alla fine di questo viaggio nella storia ho preso una bottiglia di Punta del Felice, un vino bianco che berrò magari accompagnandolo ad un buon piatto di pesce. http://www.perrazzo.it/index.htm

Altro luogo assolutamente da non perdere sono i Giardini La Mortella.

La Mortella è la storia di un amore, quello tra Susana Rosa Valeria Maria Gil Passo, 22 anni, figlia di una aristocratica famiglia argentina che lavorava al British Council di Buenos Aires, e William Walton, 46 anni, il più grande compositore inglese del XX secolo, arrivato in Argentina per un concerto.

I due si sposarono qualche mese dopo essersi conosciuti per caso proprio al British Council nel 1948, ma anziché andare a vivere a Londra nella Lowndes Cottage, durante il viaggio in nave, Susana venne informata che sarebbero andati a vivere in una isola del Golfo di Napoli, dove navigò Ulisse. 

Presero in affitto per 10 anni una casa con pianoforte dove il compositore si ispirava per le sue opere, finché decisero di comprare un terreno, una collina vulcanica dove costruire la loro casetta e un giardino. 

Incaricarono il noto architetto di giardini Russel Page di trasformare quella che era una cava di pietre in un rigoglioso giardino esotico scavato nella roccia. 

La realizzazione durò circa 10 anni e ovunque nel mondo andasse in concerto William portava con sé le piante per il giardino. 






Il giardino divenne il figlio che la coppia non ha mai avuto. 


Dopo la morte di William nel 1991 i Giardini sono stati aperti al pubblico, Susan è morta nel 2010 e le ceneri di entrambi riposano tra i vialetti. 



Si estendono su una superficie di 3 ettari con oltre 4.000 varietà di piante, sono visitati da circa 50.000 persone l'anno e si autofinanziano. All'interno c'è un bar dove gustare famosi te inglesi in pregiati servizi di porcellana acquistabili allo shop.  Nel 2004 è stato Il Parco più Bello d'Italia. https://www.lamortella.org/en/   https://www.ischia.it/la-mortella-storia-di-un-amore


Luogo simbolo di Ischia è senza dubbio il Castello Aragonese, che mi sono promesso di visitare al prossimo approdo sull'isola. https://castelloaragoneseischia.com


Nella baia sotto al Castello ho mangiato degli spettacolari scialatielli ai frutti di mare praticamente sul mare, infatti al ristorante Paranza - Sea Restaurant mi hanno dato un tavolo sulla banchina ad un metro dalle onde. https://www.facebook.com/aparanzasearestaurant/ 
Vi consiglio di prenotare il tavolo al ristorante, qualunque scegliate, perché senza è difficile che vi facciano mangiare.

E con gli scialatielli apriamo una lunga parentesi sul cibo. Essendo un isola è scontato che si mangi del buon pesce, ma Ischia non è solo pesce. Uno dei piatti tipici è il coniglio all'ischitana. Sull'isola il coniglio selvatico, da fossa, è presidio Slow Food. Dopo la rosolatura, rigorosamente fatta in padella di rame, le carni passano al tipico tegame di creta per terminare la cottura. Ingredienti necessari sono i pomodorini, una testa intera di aglio, spezie selvatiche che ognuno tiene segrete, e vino Ischia Bianco Superiore o Biancolella. Il vero coniglio all'ischitana deve necessariamente cuocere insieme alle sue interiora, dette "mbrugliatell" e al fegato, considerato uno dei pezzi più pregiati della pietanza.


Per gustare questa prelibatezza è necessario prenotare perché la preparazione dura almeno tre ore. Il mio coniglio all'ischitana l'ho mangiato alla Trattoria Il Focolare a Barano d'Ischia, un posto bucolico a gestione familiare dove in un terrazzo con tettoia di canne, tra antiche botti e poster di film vi serviranno il vostro coccio con un coniglio intero, circa un chiletto di carne, da mangiare rigorosamente con le mani, occhio al vino di casa abbastanza forte. http://www.trattoriailfocolare.it/index.php?sezione=home

Ovunque andiate a Ischia si mangia sempre qualcosa di buono. Durante una pausa alla rosticceria Annunziata di Forio ho scoperto le frittatine ischitane di pasta al sugo di coniglio e i taralli salati al pepe. 

Come avete visto ogni pietanza è ischitana e basta! Così è per il cornetto, ovviamente ischitano, che non è un croissant francese neppure un cornetto italiano, no il cornetto ischitano è pasta sfoglia e pasta brioche una sull'altra con aroma di arancia e vaniglia, il ripieno di crema pasticcera e amarene, la sua invenzione si deve allo storico Bar Calise.

Il Bar Calise è una istituzione sin dagli anni 60. Non è soltanto un bar, non è soltanto una rinomata e assortita pasticceria, è un parco ben curato e ricco di piante e fiori dove, nei tavoli tra i vialetti, ogni sera sono venuto a mangiare il babà, la delizia al limone, ascoltando musica dal vivo rigorosamente della tradizione napoletana. https://www.ischialike.com/visit/bar-calise-ischia/

Con la pancia piena di prelibatezze e gli occhi pieni di bellezza chiudo con la foto della macchina nuova, la mia Volkswagen T-Cross ischitana che mi porterà in giro per le prossime avventure.

Ah dimenticavo, non ero solo, c'era anche Maria Luisa, instancabile compagna di avventure, che voleva restare in incognito ma l'ho immortalata a bordo auto prima del rientro... 😂😂😂


Alla prossima avventura!

Vincenzo e Maria Luisa

Agosto 2021

2 commenti:

  1. Bravissimo! Mi hai fatto venire voglia di ripetere la tua esperienza, però dovrò fare attenzione ai dolci. In passato anche io ho gustato il babà al caffè Gambrinus; Una delizia. Tanti auguri per la nuova auto, Bella! Un abbraccio anche a Maria Luisa. Salvatore.

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  2. Bellissima descrizione, molto curata nei particolari, complimenti. Noi stiamo rientrando da un bel viaggio nei luoghi che hai descritto. Un abbraccio a te e Luisa.

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