Oggi vi porterò a scoprire i luoghi in cui visse Giacomo Leopardi.
Entrato da Porta Marina, una delle sei porte di accesso, e passeggiando per le “vie del borgo” è facile rimembrare i versi che tutti almeno una volta abbiamo letto a scuola, anche perché li troviamo dappertutto durante l’itinerario.
Ho iniziato la mia visita dalla Casa Leopardi, il palazzo che domina la Piazza del Sabato del Villaggio ancora oggi abitato dagli eredi. Il percorso di visita attraversa la biblioteca con migliaia di volumi fra le cui “sudate carte” il giovane Giacomo si formò e il museo con i cimeli di famiglia. Dal 2020 è disponibile il percorso “ove abitai fanciullo” con l’accesso ai saloni di rappresentanza del palazzo, alla galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino che ispirò gli immortali versi de “Le Ricordanze” e agli appartamenti di Leopardi.
Dalla finestra della sua cameretta Giacomo osservava l’amata luna e le vaghe stelle dell’Orsa e prese ispirazione continua per i suoi componimenti.
Dentro il palazzo sono state girate le scene del film "Il giovane favoloso". La famiglia si riserva infatti tutti i diritti d’immagine pertanto non si possono fare riprese ma sul sito ufficiale è possibile prenotare la visita in streaming https://www.giacomoleopardi.it/?page_id=8043
Poco più avanti l’orto de “L’Infinito” adottato e restaurato dal FAI, sul link trovate anche la webcam con la vista che si gode dal monte Tabor sulla valle verso i monti sibillini https://www.fondoambiente.it/luoghi/orto-sul-colle-dell-infinito
Sul muro di cinta la lapide in marmo con incisi i versi di apertura della celebre poesia: “Sempre caro mi fu quest’ermo colle“.
Tornando verso il centro sul corso principale si passa per la Torre del Passero Solitario, la torre campanaria della chiesa di Sant’Agostino accessibile dal chiostro.
Sulla piazza principale la statua di Giacomo Leopardi raffigurato in atteggiamento pensoso sotto la Torre del Borgo e dinanzi il maestoso Palazzo Comunale.
Oltre ai luoghi leopardiani vi consiglio la visita al duomo di San Flaviano, con il soffitto a cassettoni del 1620.
Recanati ha dato i natali anche al tenore Beniamino Gigli cui è dedicato un museo.
E così, finita la visita “in sul calar del sole”, mentre “la donzelletta vien dalla campagna” e “d’in su la vetta della torre antica” il “passero solitario alla campagna cantando va”, “tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare”.
Vincenzo
Settembre 2020









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