giovedì 15 ottobre 2020

Ritorno ad Ambelia per la Seconda Fiera Mediterranea del Cavallo

Ambelia, dal greco Ampelos, cioè vite, è il nome dell’antica tenuta a vigneto appartenuta nei secoli ai feudatari di Militello in Val di Catania, prima i Barresi poi i Branciforte.

Nel 700 ospitò i Padri Benedettini di Santa Maria di Novaluce di Catania che vi impiantarono un uliveto e costruirono un frantoio.

Con l’Unità d’Italia e la soppressione dei beni ecclesiastici venne espropriata dalla Stato che vi realizzò la Stazione di monta del “Regio Deposito Cavalli Stalloni” di Catania.


Dal secondo dopoguerra è proprietà della Regione Siciliana che l'ha affidata all’Istituto per l’Incremento ippico.

Ambelia e le sue scuderie ospitano i cavalli della razza purosangue orientale, il tipico “Cavallo Siciliano”.


Per me Ambelia è soprattutto un luogo legato alla mia infanzia; ricordo quelle volte che andavo con i miei genitori, amici di famiglia dei custodi, a fare le scampagnate tra le stalle dei cavalli nella “Casina”, il caseggiato col chiostro che ricorda un monastero, con il frantoio a destra e la chiesetta a sinistra.


Ci sono tornato dopo circa 40 anni, ne è passato di tempo, per la Seconda edizione della Fiera Mediterranea del Cavallo svoltasi dal 9 all'11 ottobre 2020. Una edizione che, nonostante i limiti per l’emergenza Covid, aveva fatto tutto esaurito dei 2000 biglietti giornalieri già una settimana prima. 

Il venerdì pomeriggio io e la mia compagna di avventure abbiamo visitato quella che oggi, grazie agli investimenti fatti dalla Regione Siciliana, è diventata un polo di eccellenza del settore per tutto il Sud Italia: nuove stalle e box cavalli, due campi gara con tribune grandi come campi di calcio, area espositiva, sala eventi, parcheggio con 2000 posti auto.

Sarà lei a raccontarvi questo splendido pomeriggio trascorso nella natura tra cavalli, ricordi e mercatino. 

Vincenzo Perrotta 

Appena arrivati ci accoglie la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato che intona per noi l'inno di Mameli.

Abbiamo apprezzato molto l'esposizione di razze equine ma anche di asini, bovini, suini e ovini.

Asini ragusani


Capra girgentana


Io e gli asinelli

 Il maniscalco


In un suggestivo contesto di natura e colori di Sicilia abbiamo ammirato una mostra di carrozze d'epoca.




All'interno degli Stand espositivi abbiamo apprezzato l'esposizione di attrezzi di settore, siamo stati attirati dall'oggettistica comprando un campanaccio per le mucche e una riproduzione di sponda di carretto siciliano. Presenti stand dei comuni limitrofi e vendita prodotti tipici locali. 



Al termine della giornata, uno speciale Galà dal titolo “Trinacria tra storia, miti e leggende” che ha evocato miti e leggende della valle dell’Etna, con artisti di fama internazionale. 

Mito di Fillide e Acamante

La nostra avventura si conclude al tramonto con lo spettacolo del fuoco che richiama il mito di Prometeo. 
 

Maria Luisa 

Ottobre 2020


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