mercoledì 18 agosto 2021

Week-end wellness-gastronomico tra Zafferana Etnea e Milo

 Oggi vi proponiamo qualche idea per un week-end all'insegna del benessere e del buon cibo sull'Etna tra Zafferana Etnea, Milo e la vetta del nostro amato vulcano.


Il fine settimana di Ferragosto 2021 lo abbiamo trascorso soggiornando all'Airone Wellness Hotel di Zafferana Etnea. Costruito nel 1937 e recentemente ristrutturato, questo lussuoso hotel offre soggiorni e servizi di alto livello. Si affaccia sul versante meridionale dell'Etna, immerso in un contesto di verde naturale che ne fanno una oasi di pace per gli ospiti.

La nostra camera era molto grande, con letto King size, materasso con topper, cassaforte e consumo frigobar compreso, bagno con kit cortesia molto assortito, ottima colazione dolce e salata.

Avevamo anche una grande terrazza panoramica vista mare attrezzata con due lettini e tavolinetto e un tavolo con due sedie (e grazie al parossismo di qualche giorno prima anche con sabbia vulcanica).

Soggiornando abbiamo avuto libero accesso alla SPA con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio e docce emozionali, e alle due piscine esterne, una grande e una piccola con idromassaggio e cascata. I lettini si possono spostare sul prato sotto gli alberi secolari per godere dell'ombra.                      https://www.aironewellnesshotel.com


Essendo per natura girovaghi non potevamo non andare a perlustrare la zona in cerca di attrazioni da visitare e di buon cibo da gustare, vi porteremo quindi in giro alla scoperta delle specialità locali.


Zafferana Etnea è una delle 11 "città del miele", vanta una produzione di altissima qualità, produce circa il 15% del prodotto nazionale, ed è considerata una delle capitali del miele più buono. In giro troverete tante rivendite anche padronali di miele e prodotti delle api. Nel mese di ottobre si tiene la Sagra del Miele. 

https://www.cittadelmiele.it/zafferana-etnea/.

 Di api in giro ne troverete tante, ma non vanno disturbate perché sono operaie e stanno lavorando per il vostro palato. Noi le abbiamo trovate anche al bar, dentro un bicchiere sporco di granita di mandorla, forse stavano preparando il miele alla granita.

Una delle specialità culinarie è la Pizza Siciliana fritta, classica ripiena di tuma, acciughe e olive, oppure con i funghi porcini e mozzarella. Se andate in piazza la sera troverete una marea di tavolate con gente che mangia la pizza siciliana servita dai vari locali, ognuno secondo la propria ricetta. In diverse occasioni ne abbiamo provate ben tre diverse in entrambi i gusti e per noi la più buona è quella di "Donna Peppina". Si narra che nel 1924 la signora Giuseppa Finocchiaro aprì il primo bar del paese, preparando oltre alla pasticceria, una pizza chiusa a calzone e fritta, nacque così la pizza siciliana che poi tutti hanno copiato. Il locale fu venduto dal nipote nel 1988 e oggi ha una nuova gestione. 

http://www.donnapeppina.com/index.html

Dopo la siciliana consigliamo di assaggiare il "Biscotto dello Sciatore", un biscotto soffice e ricoperto di cioccolato, inventato anche questo da "Donna Peppina", e così chiamato perché era il preferito dagli sciatori del Club Alpino di ritorno dalle piste sulla neve.

Un altro dolce tipico lo abbiamo scoperto in una piccola bottega artigiana, La Dolceria Salemi.                Le "Foglie da te" sono un biscotto fatto con albume lavorato col burro, zucchero e mandorla affettata, creato per accompagnarlo al te, al gelato o ai liquori. 


Anche questo biscotto ha una sua storia. Nato dalla passione del maestro pasticcere Alfio Salemi che, dopo aver lavorato per venticinque anni nella storica Pasticceria Svizzera Caviezel di Catania, nel 1947 decise di aprire la sua pasticceria. Le Foglie da te ebbero un gran successo tra i tanti villeggianti che venivano a Zafferana ma fu prodotto fino alla morte del maestro pasticcere. Si narra che, dopo circa venti anni dalla morte, un bel giorno un signore di Ragusa chiamò la pasticceria, nel frattempo portata avanti dalla figlia, per prenotare questo dolce che la figlia però sconosceva. Si mise così a cercare tra le carte del padre e trovò la ricetta segreta ricominciandone la produzione. Sarà vero? Intanto noi le abbiamo mangiate nelle tre versioni, mandorla, nocciola e pistacchio di Bronte.


Infine una curiosa specialità l'abbiamo assaggiata all'Antica dolceria dell'Etna,                                    l'arancino di spaghetti alla Norma.


Chiudiamo momentaneamente questa parte dedicata al cibo per presentare alcune delle escursioni che è possibile fare nei dintorni. Ovviamente si può raggiungere in circa 20 minuti in auto la zona dei Crateri Silvestri e del Rifugio Sapienza, a quota 1900 metri, dove dicono si mangi una buona pizza che ci siamo ripromessi di venire a mangiare, e da dove potrete organizzare le escursioni ai crateri sommitali con la Funivia dell'Etna. 




Altra escursione consigliata nella vicina Milo è il Parco Avventura Etna, il più grande parco avventura del sud Italia, con 17 percorsi e 150 atelier (giochi da albero ad albero). Ideale per trascorrere qualche ora all'insegna dell'avventura per grandi e bambini o per organizzare un picnic nelle aree attrezzate con tavolate e barbecue. 






Passando da Milo siamo andati a fare una visita a Villa Grazia, la casa del Maestro Franco Battiato, dove visse e dove riposano le sue ceneri, con la speranza che presto venga aperta al pubblico come casa-museo.


Sempre a Milo, prima di rientrare, abbiamo fatto una esperienza gastronomica all'Osteria I 4 Archi. Accogliente e caratteristica osteria siciliana e Presidio Slow Food. 







Come in ogni osteria che si rispetti si inizia con l'uovo sodo, per coprire lo stomaco e cercare di rimandare il più possibile la sbronza. Uovo rigorosamente di Lavinia da Fornazzo.
                                                                                      

Abbiamo iniziato con l'Arancino al "Trunzo di Aci" e cacio ragusano.  



Abbiamo provato quindi due diversi primi piatti che di solito ci scambiamo a metà, le Tagliatelle di pasta fresca con ragù bianco di coniglio e pistacchio di Bronte e la Pasta chi "masculini da magghia" con alici, pomodoro, uva passa, pinoli e finocchietto.



I secondi di carne non ci andavano ma era rimasto un piccolo vuoto nello stomaco che abbiamo colmato dividendo una Millefoglie di melanzana con pomodoro e mozzarella, accompagnata dal pane di farina di Tumminia cotto nel forno a legna di produzione propria.                                                                             


Per chiudere due dolci, il Peramisù al Marsala con pere coscia caramellate e il Budino di latte di asina razza ragusana con composta di gelsi di produzione propria. Abbiamo accompagnato le pietanze con due calici di Nerello Mascalese.                                                



 Alla cassa abbiamo chiesto al signor Saro Grasso, che dal 1995 gestisce questa osteria,                        quando potremo tornare per mangiare i funghi porcini freschi "lardari" dell'Etna e ci ha risposto che "dobbiamo aspettare la pioggia, il giorno che pioverà segnatelo sul calendario, dopo 20 tornate!"        http://www.4archi.it    

Così, avendo trascorso un bel fine settimana e il Ferragosto, e in attesa  della pioggia, siamo tornati a casa, passando dalle fresche temperature di montagna al forno catanese, però mi raccomando appena pioverà non prendete impegni perché dopo 20 giorni potrete venire con noi a mangiare i funghi porcini dell'Etna!

Vincenzo e Maria Luisa

Agosto 2021






lunedì 9 agosto 2021

Napoli e Ischia "sciuè sciuè"

Oggi vi porto a fare un viaggetto "sciuè sciuè" tra Napoli e Ischia.

Vi racconto di come ho trasformato l'occasione dell'acquisto della macchina nuova in un viaggio alla scoperta di una città e di una isoletta dove non ero mai stato e dove ritornerò con calma a esplorare.

Volo Catania-Napoli delle 8:30 Volotea molto comodo perché prima delle 10:00 sei già a terra a Napoli, se poi trovate i voli a 9 euro che la compagnia spesso mette in promozione vi costa meno di una pizza.

Aeroporto di Napoli ben collegato con Alibus che passa dalla stazione centrale, dove è possibile prendere la metropolitana Linea 1 e 2, e prosegue fino agli imbarchi per le isole.

Alibus http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1314

Metro http://www.anm.it/index.php?option=com_content&task=view&id=30&Itemid=42

A dire il vero,  il giorno che sono arrivato in stazione, la metro era chiusa per inaugurazione della stazione Dante, ma con la gentilezza del personale delle ferrovie e della metro che mi hanno suggerito come bypassare le tre stazioni chiuse, sono riuscito ad arrivare prestissimo al Vomero, dove avevo una commissione da sbrigare.

Dal Vomero sono sceso in centro con la funicolare centrale, un trenino inclinato che porta alla centralissima via Toledo. http://www.abcnapoli.com/trasporti/funicolare_napoli/

Appena uscito dalla stazione non potevo non fermarmi a mangiare la mitica pizza napoletana a portafoglio fatta al momento da La Passione di Sofì in via Toledo.

Ho preferito mangiare nei tavoli sulla strada ma il punto vendita di questa azienda, che ha quattro locali tra Napoli, Salerno e Roma, ha una sala al piano superiore, come recita il cartello multilingue all'ingresso: "saglie ngoppe".


Passione di Sofì è l'angolo di mondo dove prende vita la tradizione napoletana in tutta la sua fervente     unicità. Sofì, la popolana che rubò il cuore a Ferdinando I di Borbone, il Re "Lazzarone", 
grazie alle sue irresistibili abilità culinarie.


Oltre alla pizza fanno il "cuoppo di Napoli" composto da soffici crocchè di patate, croccanti fiori di zucca in pastella, mozzarelle fritte e zeppole di pasta cresciuta, arancini profumati, tutti rigorosamente fritti in olio di extravergine di oliva. La loro mission è esportare lo street food napoletano in tutto il mondo. http://www.passionedisofi.us/image-gallery/


Pochi passi e mi sono trovato all'interno della Galleria Umberto I una delle gallerie più famose e importanti d'Italia insieme alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.


 Coperta da una struttura di ferro e vetro, la galleria è decorata con imponenti statue e bellissimi affreschi, che rappresentano i continenti, le stagioni dell'anno e varie divinità classiche. 


Al piano terra si trovano negozi, caffetterie e ristoranti, mentre nella parte superiore ci sono uffici e spazi commerciali. https://www.scoprinapoli.com/galleria-umberto-i.


Uscito dalla Galleria mi sono trovato di fronte il Teatro San Carlo e continuando sulla destra lo storico Gran Caffè Gambrinus il più rinomato caffè letterario di Napoli, ritrovo di intellettuali, politici e uomini d'affari che hanno lasciato nelle sue sale frammenti della loro grandezza e da sempre il Caffè dei Presidenti della Repubblica in visita nella città. https://grancaffegambrinus.com




Qui ho fatto una pausa caffè, accompagnato da una favolosa sfogliatella Matilda. La Matilda è una delle ultime creazioni della pasticceria del Gran Caffè Gambrinus, che racchiude in un semplice dolce, le tre eccellenze culinarie campane: sfogliatella, babà e crostatina di fragole. Si presenta come un cono di pasta sfoglia tipico della classica sfogliatella riccia napoletana, con all'interno un ripieno di babà, guarnito con crema chantilly e fragoline di bosco. E' un tributo ad una grande scrittrice e giornalista italiana che ha fondato il quotidiano partenopeo Il Mattino, Matilde Serao. https://grancaffegambrinus.com/la-matilda-una-sfogliatella-dal-cuore-goloso/

Il tutto gustato nel tavolino accanto a quello riservato per il Commissario Ricciardi, dove sono state girate le scene della fiction tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, "quello con affaccio sull'immensità di Piazza del Plebiscito", riconoscibile dall'impermeabile del commissario appeso.

Dopo queste due pause di dolce e salato, un breve giretto sotto il sole in Piazza del Plebiscito, simbolo della città, il cui nome si deve al plebiscito che, nell'ottobre del 1860, aveva stabilito l'annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna. Sulla piazza anche il maestoso Palazzo Reale.

A proposito di questa piazza voglio raccontarvi una storiella curiosa. Sapete che è impossibile attraversare bendati la piazza partendo dalla porta di Palazzo Reale per arrivare fino al centro delle due statue equestri che sorgono davanti alla chiesa di San Francesco di Paola? Mantenere una traiettoria diritta per 170 metri è impossibile data la pendenza della piazza. La tradizione vuole che la Regina Margherita concedesse una volta al mese a uno dei suoi prigionieri di avere salva la vita a patto di superare proprio questa prova, non ci riuscì mai nessuno, dicono per una maledizione della sovrana.

Finito questo giretto veloce a Napoli passando dal Maschio Angioino ho raggiunto la stazione marittima dove sono gli imbarchi per le isole. https://www.traghetti-ischia.info

Per raggiungere Ischia consiglio un posto sul ponte posteriore dell'aliscafo dove, col vento che sbatte in faccia, potrete ammirare il Golfo di Napoli con il Vesuvio alle vostre spalle, Posillipo, il Monte di Procida con il Faro Capo Miseno, l'isola di Procida, e finalmente il porto di Ischia vi darà il benvenuto.

Il porto anticamente era un lago, chiamato lago del Borgo, del Bagno o Pantaniello. Secondo Plinio nacque probabilmente nel IV-III sec. a.c. da un antico cratere, sprofondato a causa di un terremoto e riempito di acqua. Era profondo poco più di due metri, misurava 100.000 mq e conteneva un isolotto abitato, il Tondo. Nel 1854, per volontà di Ferdinando II, il lago fu aperto e costruito il porto, più che altro per permettere al piroscafo reale Delfino di raggiungere facilmente il Casino Buonocore, la casa vacanza e clinica di lusso per personaggi illustri dove veniva a curarsi con le acque termali. Informazioni che ho approfondito sul sito https://www.ischia.it/il-porto-di-ischia

Il mezzo di trasporto più caratteristico per raggiungere l'albergo è senza dubbio l'ape taxi.

Gli alberghi in collina hanno generalmente la piscina panoramica, io ho alloggiato all'Hotel don Pedro, raggiungibile con i mezzi da una piccola stradina, a piedi tramite una scalinata di 140 gradini o con la navetta che vi accompagna al porto la mattina e la sera. http://www.hoteldonpedroischia.it

La storia del porto-lago l'ho scoperta visitando le Cantine Perrazzo. 

Proprio dentro il porto sulla banchina, incuriosito dal fatto che il livello del mare sia pochi centimetri sotto la banchina, ho chiesto alla titolare se non ci fosse pericolo di inondazioni. Mi ha spiegato che proprio la caratteristica di essere un ex lago circolare aperto per poche decine di metri lo rende il porto più sicuro del mondo perché non subisce l'effetto delle onde da qualsiasi parte provengano. 


Ho chiesto inoltre di poter visitare le grotte-museo e durante il percorso mi ha raccontato la storia dell'azienda. Nata nel 1880 la Alfonso Perazzo & C., la più antica casa vinicola dell'isola, già nei primi anni del 900 ottiene i primi successi rilevanti con il commercio all'ingrosso di vini sfusi destinati ai mercati nazionale ed europeo, Francia compresa.





Nelle grotte tufacee del porto dove venivano affinati i vini oggi sono stipati strumenti della pigiatura, imbottigliatrici, botti e bottiglie che hanno fatto la storia di questa cantina. Anche una foto di Coco Chanel in visita alle cantine col cav. Perrazzo. 


Alla fine di questo viaggio nella storia ho preso una bottiglia di Punta del Felice, un vino bianco che berrò magari accompagnandolo ad un buon piatto di pesce. http://www.perrazzo.it/index.htm

Altro luogo assolutamente da non perdere sono i Giardini La Mortella.

La Mortella è la storia di un amore, quello tra Susana Rosa Valeria Maria Gil Passo, 22 anni, figlia di una aristocratica famiglia argentina che lavorava al British Council di Buenos Aires, e William Walton, 46 anni, il più grande compositore inglese del XX secolo, arrivato in Argentina per un concerto.

I due si sposarono qualche mese dopo essersi conosciuti per caso proprio al British Council nel 1948, ma anziché andare a vivere a Londra nella Lowndes Cottage, durante il viaggio in nave, Susana venne informata che sarebbero andati a vivere in una isola del Golfo di Napoli, dove navigò Ulisse. 

Presero in affitto per 10 anni una casa con pianoforte dove il compositore si ispirava per le sue opere, finché decisero di comprare un terreno, una collina vulcanica dove costruire la loro casetta e un giardino. 

Incaricarono il noto architetto di giardini Russel Page di trasformare quella che era una cava di pietre in un rigoglioso giardino esotico scavato nella roccia. 

La realizzazione durò circa 10 anni e ovunque nel mondo andasse in concerto William portava con sé le piante per il giardino. 






Il giardino divenne il figlio che la coppia non ha mai avuto. 


Dopo la morte di William nel 1991 i Giardini sono stati aperti al pubblico, Susan è morta nel 2010 e le ceneri di entrambi riposano tra i vialetti. 



Si estendono su una superficie di 3 ettari con oltre 4.000 varietà di piante, sono visitati da circa 50.000 persone l'anno e si autofinanziano. All'interno c'è un bar dove gustare famosi te inglesi in pregiati servizi di porcellana acquistabili allo shop.  Nel 2004 è stato Il Parco più Bello d'Italia. https://www.lamortella.org/en/   https://www.ischia.it/la-mortella-storia-di-un-amore


Luogo simbolo di Ischia è senza dubbio il Castello Aragonese, che mi sono promesso di visitare al prossimo approdo sull'isola. https://castelloaragoneseischia.com


Nella baia sotto al Castello ho mangiato degli spettacolari scialatielli ai frutti di mare praticamente sul mare, infatti al ristorante Paranza - Sea Restaurant mi hanno dato un tavolo sulla banchina ad un metro dalle onde. https://www.facebook.com/aparanzasearestaurant/ 
Vi consiglio di prenotare il tavolo al ristorante, qualunque scegliate, perché senza è difficile che vi facciano mangiare.

E con gli scialatielli apriamo una lunga parentesi sul cibo. Essendo un isola è scontato che si mangi del buon pesce, ma Ischia non è solo pesce. Uno dei piatti tipici è il coniglio all'ischitana. Sull'isola il coniglio selvatico, da fossa, è presidio Slow Food. Dopo la rosolatura, rigorosamente fatta in padella di rame, le carni passano al tipico tegame di creta per terminare la cottura. Ingredienti necessari sono i pomodorini, una testa intera di aglio, spezie selvatiche che ognuno tiene segrete, e vino Ischia Bianco Superiore o Biancolella. Il vero coniglio all'ischitana deve necessariamente cuocere insieme alle sue interiora, dette "mbrugliatell" e al fegato, considerato uno dei pezzi più pregiati della pietanza.


Per gustare questa prelibatezza è necessario prenotare perché la preparazione dura almeno tre ore. Il mio coniglio all'ischitana l'ho mangiato alla Trattoria Il Focolare a Barano d'Ischia, un posto bucolico a gestione familiare dove in un terrazzo con tettoia di canne, tra antiche botti e poster di film vi serviranno il vostro coccio con un coniglio intero, circa un chiletto di carne, da mangiare rigorosamente con le mani, occhio al vino di casa abbastanza forte. http://www.trattoriailfocolare.it/index.php?sezione=home

Ovunque andiate a Ischia si mangia sempre qualcosa di buono. Durante una pausa alla rosticceria Annunziata di Forio ho scoperto le frittatine ischitane di pasta al sugo di coniglio e i taralli salati al pepe. 

Come avete visto ogni pietanza è ischitana e basta! Così è per il cornetto, ovviamente ischitano, che non è un croissant francese neppure un cornetto italiano, no il cornetto ischitano è pasta sfoglia e pasta brioche una sull'altra con aroma di arancia e vaniglia, il ripieno di crema pasticcera e amarene, la sua invenzione si deve allo storico Bar Calise.

Il Bar Calise è una istituzione sin dagli anni 60. Non è soltanto un bar, non è soltanto una rinomata e assortita pasticceria, è un parco ben curato e ricco di piante e fiori dove, nei tavoli tra i vialetti, ogni sera sono venuto a mangiare il babà, la delizia al limone, ascoltando musica dal vivo rigorosamente della tradizione napoletana. https://www.ischialike.com/visit/bar-calise-ischia/

Con la pancia piena di prelibatezze e gli occhi pieni di bellezza chiudo con la foto della macchina nuova, la mia Volkswagen T-Cross ischitana che mi porterà in giro per le prossime avventure.

Ah dimenticavo, non ero solo, c'era anche Maria Luisa, instancabile compagna di avventure, che voleva restare in incognito ma l'ho immortalata a bordo auto prima del rientro... 😂😂😂


Alla prossima avventura!

Vincenzo e Maria Luisa

Agosto 2021

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